Come tutti i secondi fine settimana di settembre di ogni anno, anche quest'anno avrà luogo una delle manifestazioni enogastronomiche più rinomate d'Italia: il Festival delle Sagre Astigiane. L'evento si colloca nel
periodo del "settembre astigiano", dominato dal salone
enologico Douja d'Or (che dura dieci giorni) e dal Palio di Asti (che
si corre la terza domenica del mese). Per l'occasione più di 40 pro loco della città proporranno varie specialità enogastronomiche, per cui non mancheranno vini DOC locali pregiati cheaccompagneranno delizie di ogni genere che potranno essere degustate nel ristorante all'aperto allestito per l'occasione. Durante la festa non mancheranno anche goliardici eventi collaterali: migliaia di personaggi su carri trainati da trattori, buoi e cavalli animeranno la festa, e non è un caso che l'evento sia stat denominato come "La più vera rappresentazione di vita contadina. Il
Festival delle Sagre prende vita nel 1974 da un'idea di Giovanni Borello, presidente della Camera di Commercio di Asti, nell'ambito della Douja d'Or, con l'intento di conferire a quello che era essenzialmente un concorso enologico, un momento festoso e di memoria del mondo contadino. Fu in particolare l'aspetto gastronomico della sagra che sollecitò la fantasia degli organizzatori: riuscire a riunire in un giorno le più antiche specialità della cucina campagnola astigiana e proporle ad un vasto numero di visitatori durante una grande kermesse enogastronomica che attira ogni anno più di duecentomila persone. Spolverando i ricettari, scritti ed orali, di generazioni di massaie contadine viene riproposto, in un grande menu, tutto il patrimonio della gastronomia povera e borghese dell'Astigiano e del Monferrato, cucinato con ingredienti accuratamente scelti e tipicamente locali. Al Festival delle Sagre c'è la possibilità di scegliere tra oltre ottanta diversi piatti, dolci, salati, asciutti ed in umido, tutti ricchi di sapore ed alcuni ormai inconsueti, come il riso alla barbera, la polenta con spezzatino di cinghiale, gli agnolotti di coniglio, le alborelle fritte, lafarinata (in dialetto astigiano belecauda) oppure il bollito con il <<bagnetto verde>>. Sono piatti che vengono preparati in quantità industriale, ma sicuramente tipici e a prezzi popolari.
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