<<Chi non ama le donne il vino e il canto, è solo un matto non un santo>> diceva Arthur Schopenhauer. Com'è noto, il vino è una delle bevande più apprezzate dal genere umano fin dai tempi antichi, tanto che in passato veniva utilizzato per sacrifici in onore agli dei. Oggi viene utilizzato nel rituale cattolico per simboleggiare il sangue di Cristo. Per chi pensa che l'acqua faccia arruginire, beh, si può recare nella festosa Sagra dell'Uva e del Vino di Donnici che sembra presentare i tratti canonici di una sagra: stand gastronomici, musica e divertimento, infatti, sembrerebbero essere le parole chiave delle sagre varie che si tengono in Italia, non ultima quella di Donnici. E durante una sagra simile, che presenta un enorme ventaglio di scelte tra vini
pregiati, sarebbe bello avere le idee chiare per un acquisto a colpo sicuro di una bottiglia di vino piuttosto che un'altra, sia per gli abbinamenti con vari tipi di piatti, sia per pranzi o cene raffinate o eleganti. Ma torniamo alla sagra in questione e vediamo! Ci si può non aspettare di avere la possibilità di deliziare il palato con gustosi bicchieri di vini pregiati locali come il Greco di Bianco? Vino che, tra l'altro, (insieme con il Moscato di Siracusa), si ritiene il vino più vecchio d'Italia. Il Greco di Bianco si contraddistingue per un sapore morbido, caldo e per un caratteristico retrogusto marcato. Di colore giallo dorato, con eventuali riflessi ambrati, il Greco di Bianco viene prodotto in provincia di Reggio Calabria (per l'appunto a Bianco) e ben si accosta a dolci secchi, dolci realizzati con pasta di mandorle o anche a formaggi stagionati, non ultimi i pecorini. Rimanendo invece nel territorio cosentino, passando da uno stand all'altro della sagra di Donnici, si troverà senza dubbio il raffinato Moscato di Saracena che, prodotto con un procedimento antichissimo, si distingue invece per un'aroma davvero intenso e per il sapore particolare di miele, fichi secchi e frutta esotica. Classificato come vino da meditazione, (una via di mezzo tra i vini da pasto come il Barolo e i vini passiti per la pasticceria secca come forse potrebbe essere appunto il Moscato di Siracusa o comunque il Passito di Pantelleria), il Moscato di Saracena è da sorseggiare piano, con calma, assaporato lentamente per via del suo sapore e se ne consiglia l'accostamento con i dessert ed è squisito con i formaggi erborinati. Un vino calabrese che ben si abbina al baccalà in umido, al coniglio in casseruola o al petto di cappone al pepe verde è senza dubbio il prelibato Cirò Rosato che tuttavia si può abbinare anche ad altri piatti comunque raffinati come carni bianche e zuppe di pesce, ideale per una cena elegante e all'insegna del buon gusto. Ma soprattutto, alla Sagra del Vino di Donnici, si troveranno per caso anche i vini di Donnici? Che dire ad esempio del delizioso Donnici Bianco che si distingue per un odore davvero gradevole e caratteristico? Di colore bianco, con riflessi verdognoli o gialli, e dal sapore secco (talvolta fruttato) è da abbinare a piatti di pesce (come un buon vino bianco che si rispetti), a verdure e a formaggi non stagionati e, per un pranzo o una cena all'insegna dell'eleganza, si consiglia di servirlo (a temperatura di circa 8-10°) in calici di media capacità a tulipano svasati. Dall'odore delicato, dal sapore fresco e talvolta fragrante è invece il Donnici Rosato che ben si sposa con salumi e formaggi tipici calabresi. Per un pranzo o una cena raffinata e all'insegna del buon gusto, si consiglia di servirlo a circa 12° in calici di media capacità a tulipano ampio, mentre il Donnici Rosso che, dal colore rosso rubino al cerasuolo e dal sapore armonico, è indicato per accompagnare carni bianche ripiene al forno, piatti a base di melanzane e peperoni e piatti di formaggi e salumi tipici della regione. Da servire a circa 16° in calici bordolesi. Indicato per formaggi duri, per il capretto arrosto o per un piatto di maccheroni al pollino è invece il Pollino Rosso, prodotto sempre nella provincia di Cosenza. Questo e altro è probabilmente possibile scegliere e degustare alla sagra di Donnici. Sagra che, come già anticipato, ha anche momenti di ilarità con esibizioni artistiche e spettcaoli. Nell'ambito della rassegna Sapori d'Autunno.
Ma andiamo ancora avanti con i consigli per gli acquisti di altri vini calabresi che si trovano con ogni probabilità negli stand gastronomici della sagra, vini più o meno rinomati come può essere ad esempio il Pollino Rosso Superiore. Dal profumo caratteristico e dal color rosso rubino o cerasuolo, non è dissimile ovviamente dal Pollino Rosso, e si abbina con gli stessi piatti già indicati per quest'ultimo. Che dire del Savuto e dello stretto parente Savuto Superiore? Solo a ricercare l'etimologia del termine si spiega già da solo: il nome Savuto, infatti, deriva dal greco e significa festeggiare e celebrare con il canto e riti allegri in onore di Bacco- Dioniso. Il Savuto è indicato per accompagnare primi piatti, carni bianche e formaggi locali stagionati. Come si può intendere, viene prodotto nei pressi dell''omonimo fiume, appunto il Savuto. Pare che gli abitanti locali (ovviamente dediti prevalentemente alla viticoltura), siano peculiari per la loro marcata ospitalità, tanto che le case si aprono al viandante da antica tradizione, per bere e condividere insieme momenti piacevoli brindando alla vita. Sarebbe bello davvero se gli uomini del Savuto avessero un proprio stand alla festa di Donnici. Chissà! Che dire poi del San Vito di Luzzo, bianco, rosso o rosato che sia? Accomunati da un sapore caratteristico, il bianco si sposa con piatti di pesce, verdure e formaggi poco stagionati, ed è da servire a una temperatura di circa 8° in calici di media capacità a tulipano svasato. Ideale per accompagnare formaggi e salumi tipici calabresi, carni rosse al forno e piatti a base di melanzane e peperoni è invece il tipo rosso, da servire in calici bordolesi a una temperatura di circa 16-18°. Il rosato, invece, è indicato per accompagnare minestre, carni bianche e salumi e formaggi tipici della Calabria, da servire in calici di media capacità a tulipano ampio.
Potrà trovarsi anche il Verbicaro rosso, bianco o anche il rosato? Ovviamente si distinguono l'uno dall'altro per il colore, ma si accomunano per un odore delicato e un sapore caratteristico. Le distinzioni tra il bianco, rosso e il rosato, sono alla fin fine le stesse di quelle del San Vito di Luzzo.
La saga mira a essere anche una promozione del territorio e non è un caso che il numero di visitatori tenda a crescere da un'edizione all'altra. Il divertimento accostato a percorsi enogastronomici di qualità hanno avuto un effetto calamita sui visitatori. Durante la manifestazione hanno anche luogo manifestazioni artistiche con iniziative che riguardano l'arte tradizionale calabrese come i tamburi (che rallegrano la festa in maniera molto vivace), artisti di strada e musica di vario genere. Naturalmente non mancherà la possibilità di degustare anche prodotti tipici locali. Sarebbe bello sapere dagli amici calabresi quanto dev'essere deliziosa la Soppressata di Calabria accostata a un buon bicchiere di San Vito di Luzzo Rosso o il Caciocavallo Silano accompagnato da un buon bicchiere di Verbicaro rosso. La Calabria è certamente nota per i prodotti piccanti, non ultimi la 'Nduja, il saporitissimo Guanciale Calabrese e la Spianata; la sagra in questione è un'occasione per conoscere questi prodotti che si distinguono sia per il loro sapore intenso e deciso, sia per il loro profumo davvero inebriante. Da precisare che, naturalmente i prodotti tipici calabresi non sono solo piccanti come si può erroneamente pensare, ma la Calabria offre anche vari altri deliziosi prodotti per i palati più esigenti e raffinati, come ad esempio il prosciutto crudo calabrese, molto pregiato, presenta un sapore dolce e un impareggiabile profumo. Che dire della Cipolla rossa di Tropea? Dal sapore dolciastro e non amaro, è l'accompagnatrice ideale per la 'Nduja per bruschette, per la pasta o addirittura per la pizza. Non dev'essere male anche la pancetta arrotolata accompagnata da un bicchiere di Donnici Rosso.
Più di tutto, però, sembra che la festa sia in grado di trasmettere ai visitatori un'accoglienza particolare, di trasmettere al contempo allegria e spensieratezza, complice probabilmente il paesino calabrese che tra l'altro si distingue non solo per il buon vino, ma anche per la bontà dell'acqua e per il clima, e non è un caso che la sagra sia l'evento più atteso dell'anno non solo dalla comunità dell'antico borgo, ma da tutta la città.

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