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venerdì 8 agosto 2014

Festa del Grano di Foglianise

Carri di grano - rappresentazione Arco di Costantino
Simile alla Festa del Grano molisana è la Festa del Grano di Foglianise. Si tratta con ogni probabilità di una festa di origini pagane e si svolge ogni anno dall'8 al 18 agosto ed è legata al culto di San Rocco, patrono del paese. Protagonisti della festa sono indubbiamente i carri di grano che sfilano per le strade il 16 agosto, riproduzioni in miniatura di monumenti famosi, di strumenti agricoli riguardanti la mietitura, oppure opere scaturite dalla fantasia dei "carristi", realizzate mediante tecniche differenti di intreccio di steli di grano. Gli "Artisti della Paglia" danno vita a "trecce" e "laccetti", raffinate e pregiate lavorazioni che sembrano trame intessute. Nel corso del tempo, accanto alle tecniche conosciute e diffuse, altre sono state sperimentate ed applicate agli impalcati di legno o ferro, denotando una continua evoluzione della manifestazione; i modelli vengono resi con particolare realismo, con la realizzazione di bifore, trilobi, archi rampanti, colonne tortili. Non è un caso che la sfilata dei carri, trainati da trattori o da animali lungo il "tracciato della tradizione", attragga numerosi turisti.
Con il trascorrere degli anni, i semplici carri trainati dai buoi, riempiti di grano, cominciarono ad essere arricchiti con ghirlande di spighe e fili di paglia intrecciati. Nel corso dell'Ottocento, la manifestazione subì un'evoluzione, cosicché comparvero le prime riproduzioni di quadri e altari votivi, in cui l'arte dell'intreccio si fondeva con l'immagine di san Rocco. Agli inizi del Novecento, la processione si impreziosì di opere più raffinate, divenendo un vero e proprio museo itinerante. Gli artisti dell'intreccio si cimentarono nella riproduzione di note basiliche, di cattedrali, di elementi architettonici sempre più complessi, sfruttando tecniche di lavorazione sempre più ricercate.
La Sagra del Grano, che dal 1990 ha assunto la denominazione di Festa del Grano, si è evoluta per tutto il secolo, fino a raggiungere le caratteristiche attuali.
Nel 2007 si è introdotto l'uso di realizzare i carri di grano, legandoli ad un tema specifico, in particolar modo a una Regione italiana.
Dal 2008, la Giunta Regionale della Campania ha inserito la Festa del Grano nei Grandi Eventi di rilevanza nazionale ed internazionale, per il suo fascino particolare, frutto della fusione tra fede, artigianato e folclore e per l'originalità delle opere realizzate in paglia intrecciata. Oltre ai carri di grano, durante l'annuale sfilata del 16 agosto, è possibile osservare i paggi gonfalonieri, i cavalieri e, soprattutto, i caratteristici gruppi folcloristici, che danno un tocco di colore alla manifestazione. Essi si aggiungono al complesso dei Fortuna Folianensis, che, solitamente, apre la sfilata con danze e musiche tradizionali del paese.
Ciascun gruppo presenta un particolare tema che può essere legato a quello della sfilata oppure religioso o richiamante la tradizione di Foglianise. In questa categoria rientra il gruppo delle ceste, organizzato dal sig. Cosimo Iadanza. Tale gruppo è costituito da fanciulle e donne che, vestite con il costume tradizionale di pacchiane, portano sul capo delle ceste con all'interno delle spighe di grano lavorate ad intreccio, le cosiddette gregne (nel dialetto foglianesaro, il termine gregna indica il covone, ossia un fascio di spighe di grano tagliate e legate insieme), che si rifanno alle origini della festa. Altro gruppo storico è quello della famiglia De Filippo, che ogni anno presenta un tema differente, facendo sfilare un gruppo di bambini in costume, i quali portano in mano degli oggetti realizzati con le tecniche dell'intreccio della paglia.
Il lungo corteo percorre piazza S. Maria e, passando lentamente lungo le principali vie del paese, giunge, a circa metà del percorso totale, alla cappella di San Rocco. Qui il parroco, attorniato dai sacerdoti e dai religiosi originari di Foglianise e delle parrocchie della forania, dal Sindaco, dai membri della Giunta Municipale e dai Primi Cittadini della Valle Vitulanese, benedice i partecipanti alla sfilata.
Le opere artistiche riprendono il cammino, proseguendo per via Umberto I e per un disagevole tratto di stradine strette. I carri, giunti di nuovo davanti alla chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, proseguono per piazza Mercato, dove vengono lasciati in esposizione, mentre il gruppo delle ceste e le autorità, con uno stuolo di fedeli, accompagnano la statua di san Rocco all'interno dell'antico convento carmelitano.
La sfilata è evidentemente una rievocazione di particolari momenti della vita agreste dell'Ottocento e del Novecento, come si può evincere dai personaggi che partecipano alla sfilata come mietitori, trebbiatori, cernitrici, pacchiane e ragazze con ceste di spighe oltre ai suddetti carri di grano.
Potrei sbagliarmi, ma rispetto alla Festa del Grano di Jelsi (per cui si ha l'impressione di respirare un clima "natalizio" nel mese di luglio), qui ho come l'impressione che si respiri un'aria più allegra e goliardica, quasi carnevalesca.

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