Una festa con il fuoco come protagonista. Ha per caso origini pagane? Sembra che la 'Ndocciata di Agnone, in effetti, riecheggi in un certo senso la festa celtica di Beltane: se a Beltane l'entrata tra due fuochi rappresenta il buon auspicio per il periodo a venire, il fuoco della 'Ndocciata è lo strumento cui si ricorre per eliminare le negatività accumulate durante l'anno ormai passato e, in ogni caso, si tratta di una festa davvero emozionante per gli abitanti di Agnone e per i turisti recatisi in visita presso la ridente località molisana. Si tratta attualmente della tradizione natalizia legata al fuoco più imponente del mondo in grado di trasmettere, (stando alle testimonianze di vari visitatori), un'emozione davvero unica nel suo genere.
Un evento destinato a chiunque voglia trascorrere un periodo natalizio del tutto singolare e particolare. Alla manifestazione partecipano cinque contrade locali (Capammonde e Capabballe, Colle Sente, Guastra, Sant’Onofrio, San Quirico), le cui file sono costituite ognuna da centinaia di portatori di torce (appunto le 'ndocce) vestiti in abiti tradizionali (cappe), che sfilano per il corso principale del paese illuminandolo con una lunga scia di fuoco. Le 'ndocce hanno una forma a ventaglio (raggiera) e sono fatte utilizzando l'abete bianco reperito nel bosco di Montecastelbarone; vi possono essere torce singole o multiple, che arrivano fino a 20 fuochi. Per l'occasione, cori e zampognari allietano le vie di Agnone e varie competizioni hanno luogo per stabilire quale sia la 'ndoccia più grande e più bella. La processione si conclude con un falò chiamato "Falò della Fratellanza" a Piazza Plebiscito dove vi è un presepe allestito per l'occasione.

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