Il
piccolo centro molisano era una baronia, mentre i feudatari della
vicina Acquaviva
avevano
il titolo di Marchesi; era dotato di mulino e frantoio (oggi è città
dell'olio,
riconoscimento di portata nazionale), ed è passato sotto molti
feudatari. Il
nome gli deriva forse da un forno per la produzione di laterizi cotti
presente nell'antichità nel paese e al servizio della Badia
di San Vincenzo.
Fornelli,
infatti, è caratterizzato da un terreno ricco di
argilla.
La popolazione è originaria della diocesi di Valva
e Sulmona
(Abruzzo):
"L'abate Giovanni fè venire dal contado di Valva (Sulmona)
genti, parte delle quali pose al Fornello, per accrescervi
abitatori." (Ciarlanti, 1823). Si pensa che queste popolazioni
abbiano portato a Fornelli il culto di san Domenico
di Sora,
il cui eremo
di Villalago
(AQ)
è mèta, ogni anno, di un pellegrinaggio.

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