Il Palio di Asti o Palio Astese (nella sua nomenclatura più arcaica), è una festa tradizionale astigiana che ha radici medievali nata nell'ambito delle celebrazioni patronali di San Secondo e culmina con una corsa di cavalli montati a pelo, ovvero senza sella. La festa per il patrono, si svolge ininterrottamente dal XII secolo e le prime notizie della corsa, citate dal cronista Guglielmo Ventura, risalgono al terzo quarto del XIII secolo ed anch'essa si svolge ininterrottamente, salvo due interruzioni di settanta anni nel XIX secolo e di trenta nel XX secolo. La gara, che un tempo si teneva durante le feste patronali del mese di maggio e che si correva"alla lunga" attraverso la contrada Maestra (l'attuale Corso Alfieri), dal 1967 si disputa all'interno di un
circuito apposito (o "al giro") ogni terza domenica di settembre. Dal 1988 la corsa si disputa nella centrale piazza Alfieri di Asti. Il Palio di Asti, come altri palii italiani, vede nella corsa il culmine dei
propri festeggiamenti. Nei due giorni precedenti alla corsa si tengono le prove ufficiali. In molte edizioni si è corso il "Palio degli scudieri", un torneo minore destinato a favorire il ricambio generazionale dei fantini. La sera della vigilia della corsa, nelle sedi dei rioni, borghi e comuni partecipanti, si tengono le “cene propiziatrici". Il giorno della corsa, al mattino, si svolgono le benedizioni dei cavalli e dei fantini che correranno per difendere i colori delle proprie parrocchie, con la rinomata formula, mutuata dalla tradizione senese, di: <<Va' e torna vincitore!>>. Nel primo pomeriggio ha inizio il corteo storico che, partendo dalla cattedrale di Santa Maria Assunta, si snoda poi per le vie del centro storico e si conclude in Piazza Alfieri, dove attualmente si tiene la corsa. Il corteo si apre con il gruppo a cavallo del Capitano del Palio e dei magistrati. Al Capitano spetta la supervisione della manifestazione, con il potere di infliggere squalifiche in caso di comportamenti irregolari da parte dei fantini durante lo svolgimento della corsa. Immediatamente dopo il gruppo di testa, sfilano i vincitori dell'ultima edizione del Palio, seguiti dagli altri partecipanti. Al termine del corteo è posto il Carroccio, antico simbolo dei Liberi Comuni, che reca con sé il Sendallo raffigurante San Secondo a cavallo e le insegne del Comune di Asti. La committenza ogni anno è affidata a un Maestro della pittura contemporanea di fama internazionale. In passato, i fantini (chiamati all'epoca "paggi") partivano ciascuno dal proprio albergo o contrada della città, dalla Confraternita, Collegio od associazione per cui correvano. Di solito, erano accompagnati da altri uomini a cavallo (anch'essi con i medesimi colori) e dalla folla degli aderenti e simpatizzanti, al suono di trombe, tamburi e corni da caccia. Il punto di incontro era il cosiddetto "Pilone", un tempo deputato alla partenza della corsa "alla lunga". Nel 1930, i borghi, rioni e comuni partecipanti adottarono l'uso di costumi del XVI secolo, in segno di omaggio e di gratitudine verso Emanuele Filiberto di Savoia che, come detto, provvide alla conferma e alla codificazione delle regole del Palio. Dal secondo dopoguerra in poi, il corteo storico del Palio mette in scena ogni anno più di 1200 figuranti, attraverso la rappresentazione di episodi importanti della storia medievale della Città (XII-XV secolo), all'epoca in cuiAsti splendeva per ricchezza e vitalità. Dal 1983, la miglior presenza nel corteo storico tra rioni, borghi e Comuni del Palio viene premiata dal "Soroptimist club di Asti" con la Pergamena d'Autore: un'opera d'arte su pergamena.
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